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Conoscenza pratica e diretta di pane e formaggio

Il Biodistretto al Feccia Fest: quando il cibo diventa esperienza, comunità e futuro

Il 24 e 25 luglio saremo al Feccia Fest, il festival dedicato ai giovani tra i 18 e i 28 anni che nasce tra i boschi del Parco di Monte Sole, negli spazi della foresteria dell'azienda biodinamica Al di là del Fiume di Marzabotto.

Non è un festival sull'agricoltura. È un festival che usa l'agricoltura per parlare di futuro, comunità, relazioni e possibilità. Ed è anche per questo che abbiamo scelto di esserci.

Per due giorni ragazze e ragazzi vivranno insieme un'esperienza fatta di incontri, laboratori, musica, cultura e momenti di condivisione. Al centro c'è una domanda semplice ma importante: come possiamo immaginare un modo diverso di abitare il mondo, prendendoci cura della terra e delle persone?

Una domanda che sentiamo profondamente nostra.

Due laboratori per mettere le mani in pasta

Il Biodistretto sostiene i workshop di sabato 25 luglio, guidati da due realtà che fanno parte della nostra comunità e che ogni giorno trasformano il lavoro agricolo in cultura, conoscenza e cura.

Alle 15.00 il Forno Calzolari accompagnerà i partecipanti in una dimostrazione pratica di panificazione con lievito madre. Non sarà soltanto un laboratorio sul pane, ma un'occasione per raccontare il valore dei grani antichi autoctoni, della biodiversità e di una filiera agricola capace di custodire il territorio.

Alle 16.00 sarà invece la volta della Fattoria La Pulcina, dove Marco Bondioli guiderà la realizzazione dal vivo di un formaggio. Attraverso il gesto del fare si parlerà di qualità del latte, allevamento, biodiversità e si proverà a sfatare alcuni dei falsi miti più diffusi sull'alimentazione.

Due esperienze semplici e concrete, che raccontano un'idea di agricoltura artigiana fatta di conoscenze, pazienza e relazioni.

Un festival che parla la nostra lingua

Il manifesto del Feccia Fest racconta di una generazione che vuole trasformare ciò che viene considerato uno scarto in una possibilità. Una metafora che nasce dalla fermentazione del vino e che diventa un invito a costruire comunità invece che competizione.

Anche noi crediamo che il futuro dei territori passi da qui: dalla capacità di creare legami, condividere saperi, coltivare biodiversità e offrire ai più giovani occasioni per conoscere da vicino chi produce cibo con responsabilità e rispetto.

Per questo siamo felici di sostenere un'iniziativa che mette al centro non solo l'agricoltura, ma la sua dimensione culturale e sociale.

Perché la terra non produce soltanto cibo.

Produce relazioni, memoria e futuro.

Progetto BioApp finanziato dal MASAF con Decreto DG MASAF PQA n. 0579612 del 04/11/2024 - CUP J65B24001380001

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5 luglio

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