Giovedì 26 marzo ci sarà “La cena che nutre. Territori, persone, anime”, un evento che nasce da una viva collaborazione tra il Biodistretto dell’Appennino e l’Antoniano di Bologna. Due realtà vocate alla cura e alla protezione. Delle persone come della Terra che le accoglie.
La cena si terrà nei luoghi della Mensa Padre Ernesto di Antoniano e l’intero ricavato andrà a sostegno delle persone in difficoltà che ogni giorno Antoniano accoglie alla sua tavola.
Ed è proprio a tavola, luogo di relazione, fratellanza e sorellanza, che abbiamo deciso, come Biodistretto, di portare i frutti di una Terra Comune: grani tradizionali, formaggi da pascolo di mucca, capra, pecora dei nostri monti, vini naturali del nostro Appennino, tortelloni fatti dalle mani dei nostri artigiani con le nostre uova, farine e ricotta, ortaggi ed olio evo delle nostre colline, creme vegetali, marroni e mela rosa romana delle nostre montagne.
Contribuiscono l’entusiasmo dei cerealicoltori della Comunità del Grano Alto come Luca Berti e Matteo Calzolari di Monghidoro, allevatori come “Lama Grande” per le mucche e “la Collina” per le pecore a Monzuno. “La Pulcina” a Castel di Casio per le capre, i vitigni di “Al di là del fiume” di Montesole, “Tomisa” di Ozzano, “” di Monteveglio. L’olio evo della “Bonazza” di San Lazzaro, gli ortaggi di Montanari di Valsamoggia e di Leonardo di San Lazzaro, le creme vegetali di Laura Gelli a Marzabotto, la cucina del ristorante “Nel Castagneto” di Cristina Fustini a Grizzana, le mele di Contini & Carboni di Vergato, il castagnaccio di Monia Rontini di Castel del Rio.
La serata si aprirà alle 19, con le parole dei nostri produttori: Matteo Calzolari, Laura Gelli, Niccolò Balloi, Cristina Fustini, Contini & Carboni. Prima un aperitivo che ci aspetterà nel Laboratorio del Pane di Antoniano e poi continueremo a vivere un’esperienza solidale e di cura nella storica sala Mensa.
Se interessati, ci si può iscrivere a questo link https://eventi.antoniano.it/ con una donazione minima di 80 euro a sostegno dei progetti di Antoniano.
Il Biodistretto si apre alla città, e lo fa in un luogo carico di significato, l’Antoniano di Bologna, dove cura e rispetto - delle persone e della Terra - trovano lo spazio per stare insieme e dialogare attorno a un cibo che nutre. Territori, persone, anime.

